Protesi di ginocchio: tutto quello che c’è da sapere

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La protesi di ginocchio è una procedura chirurgica che consente di sostituire le superfici articolari danneggiate con componenti artificiali, riducendo il dolore e migliorando la funzionalità articolare. È un intervento che negli anni ha raggiunto livelli di precisione e affidabilità elevati, con risultati prevedibili e duraturi.

Mi occupo di chirurgia protesica del ginocchio da molti anni e ho potuto osservare quanto la scelta della protesi, la tecnica chirurgica e il percorso riabilitativo incidano sul recupero e sulla qualità della vita dei pazienti.

Quando è indicato l’intervento di protesi di ginocchio

La decisione di procedere con un impianto protesico viene presa quando le terapie conservative non riescono più a controllare il dolore o a mantenere una buona mobilità. L’indicazione non dipende dall’età, ma dal grado di dolore, dalla limitazione funzionale e dalla condizione articolare generale.

In genere, consiglio la protesi di ginocchio nei casi in cui siano presenti:

  • Dolore continuo, non controllabile con farmaci o fisioterapia.
  • Rigidità che limita i movimenti quotidiani, come salire le scale o camminare per brevi tratti.
  • Gonfiore e infiammazione persistenti.
  • Deformità articolari come ginocchio varo (a “O”) o valgo (a “X”).

L’obiettivo è restituire al paziente un’articolazione stabile, indolore e funzionale, con un recupero che permetta il ritorno alle normali attività della vita quotidiana.

Tipologie di protesi di ginocchio

La chirurgia protesica del ginocchio si è evoluta verso soluzioni sempre più precise e conservative. Oggi distinguo due tipologie principali di impianto: protesi totale e protesi monocompartimentale. La scelta dipende dal tipo e dall’estensione del danno articolare, dall’integrità dei legamenti e dalle aspettative funzionali del paziente.

La protesi totale prevede la sostituzione di tutte le superfici articolari — femorale, tibiale e, in alcuni casi, rotulea. È indicata nei casi di artrosi estesa che coinvolge più compartimenti dell’articolazione o in presenza di gravi deformità e instabilità.

L’intervento comporta la resezione delle superfici articolari danneggiate e la loro sostituzione con componenti in metallo e polietilene. Le moderne protesi totali offrono un’elevata stabilità e una lunga durata, che in media si aggira attorno ai 15 anni. Tuttavia, la longevità può ridursi in presenza di peso corporeo elevato o attività fisiche intense.

Il recupero dopo una protesi totale è più impegnativo rispetto alla protesi monocompartimentale : richiede un percorso riabilitativo strutturato e tempi di recupero più lunghi, ma consente risultati ottimali nei casi più avanzati di artrosi.

Protesi monocompartimentale: la vera mininvasività

Nei casi in cui il danno articolare è limitato a un solo compartimento del ginocchio — generalmente quello mediale — l’approccio più moderno e conservativo è la protesi monocompartimentale. È quella che considero la vera espressione della chirurgia mininvasiva del ginocchio.

L’intervento consiste nella sostituzione della sola porzione danneggiata del ginocchio con componenti protesiche di superficie che rivestono il condilo femorale e l’emipiatto tibiale corrispondente. Ciò consente di preservare le strutture articolari sane, compresi i legamenti crociati, e di mantenere una biomeccanica naturale del ginocchio.

La ridotta invasività chirurgica si traduce in un’incisione di circa 7-8 cm, minore perdita ematica e un recupero funzionale più rapido. Il paziente, in genere, inizia a camminare già nei primi giorni dopo l’intervento e torna a una vita autonoma in tempi ridotti rispetto a una protesi totale. Questo approccio permette di conservare più osso, riducendo la complessità di un eventuale futuro intervento di revisione.

Il concetto di chirurgia mininvasiva non riguarda solo la dimensione dell’incisione, ma soprattutto il rispetto delle strutture anatomiche. La protesi monocompartimentale, in tal senso, è la forma più autentica di chirurgia mininvasiva del ginocchio, perché consente di intervenire selettivamente sulla parte danneggiata, lasciando intatti i compartimenti sani.

Nella mia esperienza, questo tipo di impianto offre diversi vantaggi:

  • Preserva i legamenti crociati e la cinetica naturale del ginocchio.
  • Garantisce un movimento più fisiologico e una migliore percezione dell’articolazione.
  • Permette una riabilitazione più veloce, con recupero precoce della deambulazione.
  • Riduce il dolore postoperatorio e il rischio di rigidità.

La vera mininvasività è quindi legata alla qualità della conservazione anatomica, più che alla sola dimensione del taglio cutaneo. Intervenire in modo selettivo, mantenendo il più possibile l’articolazione originaria, significa restituire al paziente un ginocchio più “suo”, stabile e funzionale.

Preparazione all’intervento

La decisione di impiantare una protesi di ginocchio viene sempre presa dopo una valutazione accurata della sintomatologia, dei riscontri radiografici e dello stato generale del paziente. Ogni caso va analizzato singolarmente: l’obiettivo è individuare la tipologia di impianto più adatta alla condizione articolare e al livello di attività del paziente.

Prima dell’intervento vengono eseguiti esami del sangue, valutazione cardiologica, anestesiologica e radiografie del ginocchio in carico. 

Durante l’intervento, le superfici articolari usurate vengono rimosse e sostituite con componenti artificiali in lega di cromo-cobalto-molibdeno e polietilene ad alta densità.
Le componenti vengono fissate all’osso mediante cemento chirurgico, una tecnica che ha dimostrato una maggiore affidabilità rispetto agli impianti non cementati. L’intervento dura in media 60-90 minuti, con anestesia spinale o peridurale.

La degenza postoperatoria varia da tre a cinque giorni, durante i quali il paziente inizia subito la fisioterapia per favorire la mobilizzazione precoce dell’articolazione.

Riabilitazione dopo protesi di ginocchio

La riabilitazione è una fase decisiva del percorso chirurgico. Inizia già nelle prime ore dopo l’intervento e prosegue per diverse settimane. Il programma prevede esercizi di mobilizzazione articolare, potenziamento muscolare e recupero della deambulazione.

Nel caso di protesi monocompartimentale, il recupero è più rapido: il paziente cammina con le stampelle già dopo 24-48 ore e spesso le abbandona nel giro di 10-20 giorni. Con una protesi totale, i tempi sono più lunghi, ma l’obiettivo resta identico: ottenere un’articolazione stabile, indolore e funzionale.

Generalmente:

  • Nei primi 3 giorni il paziente inizia a camminare con l’aiuto del fisioterapista.
  • Dopo una settimana acquisisce autonomia nei movimenti di base.
  • Dopo 3-4 settimane può tornare a guidare l’auto.
  • Tra 2 e 6 mesi raggiunge una completa sensazione di normalità al ginocchio.

L’aderenza costante al programma riabilitativo è decisiva per il risultato finale: continuità e regolarità degli esercizi consentono di mantenere la mobilità e prevenire complicanze.

Durata della protesi e revisione

La durata media di una protesi di ginocchio è di circa 15 anni, ma può variare in base all’età, al peso corporeo e al livello di attività. Un sovrappeso importante può accelerare l’usura delle componenti e ridurne la longevità. Quando la protesi si usura o perde stabilità, si procede a un intervento di revisione, oggi più sicuro e meno complesso grazie ai progressi nei materiali e nelle tecniche chirurgiche.

Nelle revisioni utilizzo componenti modulari che consentono di adattare l’impianto alla quantità di osso residuo, garantendo stabilità e funzionalità adeguate.

Il mio approccio chirurgico

Nel mio lavoro mi avvalgo di tecniche chirurgiche evolute e strumenti di precisione che consentono di ottenere allineamenti ottimali e un perfetto bilanciamento legamentoso. Ritengo che la qualità del risultato dipenda dall’accuratezza di ogni fase, dalla pianificazione preoperatoria alla gestione del recupero.

La protesi monocompartimentale, quando indicata, resta per me la scelta ideale: meno invasiva, più rispettosa delle strutture anatomiche e con un recupero funzionale più rapido. Consente al paziente di tornare presto alla propria autonomia, mantenendo una sensazione naturale dell’articolazione.

La chirurgia protesica del ginocchio è oggi una soluzione affidabile per chi soffre di artrosi avanzata o danni articolari che compromettono la vita quotidiana. Se cerchi un ortopedico con esperienza per dire addio al tuo dolore, prenota una visita con me o contattami per ottenere maggiori informazioni.